IL MIO INDIRIZZO NON E’ LA PUBBLICA PIAZZA

IL MIO INDIRIZZO NON E’ LA PUBBLICA PIAZZA…..

 

clochard

 

Questo ricordo diceva un clochard, senza fissa dimora, senza un domicilio sicuro, che abitava le panchine dei giardinetti del centro….Il mio indirizzo non è la pubblica piazza, ripeteva, non il vicino di casa tua, il bar del corso, quel passante che parla non si sa con chi e di che cosa. Il mio centro, diceva, è questa persona privata, questo indirizzo, qui e ora….Questo corpo, non troppo pulito, questa mia testa, le scarpe che porto ed i miei passi, i libri che ho letto, la mia memoria….Il mio indirizzo…diceva, è questo silenzio che sono, profondo, le mie parole, questa mia giacca consunta che mi identifica…., l’identità che sono….Ognuno è una storia. Una storia singola, ripeteva….Chi non ha fissa dimora, mi disse un giorno, ha pur sempre una casa: la persona, quella singola persona….Quello che sono è la mia casa….e la mia casa è la strada dove si realizza questa persona….La vita.

 

index_strada

 

 

C’è una strada, e una casa, e questa panchina. La mia dimora.

Questo ricordo diceva un clochard vicino casa mia….Un mattino mi disse: – Ragazzo, tu sei il centro, l’indirizzo, la casa a cui ognuno deve  rivolgersi quando ti chiama….Non più in là di qui, questa tua persona….Perchè poco più in là è già un’altra persona,un altro indirizzo, un’altra creatura, fosse essa l’aria, quella nuvola, oppure il prato verde di erba, o quella pianta. Tu sei la musica del qui e dell’ora….Non è questa filosofia teoretica, ragazzo, ma filosofia della ragion pratica. L’ esperienza. Il tuo centro è il tuo corpo e tutta la tua persona: questa è la tua casa….Il contatto sei tu, ragazzo, quando ci si tocca e quando ci si incontra. Questa è la dimensione fisica….Non c’è altro tipo di comunicazione, il resto è fantascienza. Le chiacchere della gente sono vento che passa, traffico che scorre, appartenente alla sfera di ciò che non ti riguarda….-

 

Poco più in là dei giardinetti del centro, il fiume scorre ancora. E’ primavera.

Questo diceva un clochard.

Davide Barbanera.

 

“Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi.” [Cesare Pavese]

 

non si ricordano i giorni....

 

 

 

 

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