PAPILLON

PAPILLON

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“I am living breathing freedom”
― Hiroko Sakai

«Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l’andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra con il dio della morte prima dell’alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. È qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l’unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia».

Haruki Murakami, “Kafka sulla spiaggia”.

” La poesia è la prova della vita. Se la tua vita arde, la poesia è la cenere ” (Leonard Cohen) — ascoltando Jean Sibelius.

OBLIVION…..Parola bellissima…..OBLIVION: il ritorno alla normalità dei rapporti….Forse. —  giocando a Baseball.

L’ordine, la calma, la normalità psichica e nervosa….A volte la “gente” neanche si rende conto di quello che sta facendo, basta che muove la lingua…..OBLIVION…..parola bellissima….Mi fa pensare ad una fumeria d’oppio…..

OBLIVION…..parola bellissima…..Sua sorella vestita di pace si chiama: FUGA…..

Tutti dicono di essere miei amici e che mi sarà fatta giustizia, ma
mentre tutte le loro bocche dicono il giusto, io non capisco perché non
venga fatto nulla per il mio popolo… Il generale Miles promise che
avremmo potuto far ritorno nel nostro territorio. Io credetti alle
parole del generale Miles, altrimenti non mi sarei mai arreso.
Ho sentito tanto parlare, ma niente è stato fatto. Le buone
parole non durano a lungo a meno che non approdino a qualcosa. Le
parole non mi ripagano della mia gente morta. Non mi ripagano del mio
territorio, ora invaso dagli uomini bianchi… Le buone parole non
restituiranno la salute al mio popolo e non gli impediranno di morire.
Le buone parole non ridaranno al mio popolo una casa dove poter vivere
in pace e aver cura di sé. Sono stanco delle parole che non portano a
nulla. Mi fa male il cuore quando ripenso a tutte le buone parole e a
tutte le promesse non mantenute… E’ più facile che i fiumi invertano
il loro corso che un uomo che è nato libero sia contento di essere
rinchiuso in un recinto e di non essere libero di andare dove gli
pare… Ho chiesto ad alcuni grandi capi bianchi che diritto hanno di
dire all’indiano che egli deve stare in un posto mentre egli vede che
gli uomini bianchi vanno dove loro piace. Essi non hanno saputo
dirmelo.
Lasciatemi essere un uomo libero- libero di viaggiare, libero di
fermarmi, libero di lavorare, libero di commerciare dove mi pare,
libero di scegliermi i miei maestri, libero di seguire la religione dei
miei padri, libero di pensare e di parlare e di agire da solo- e io
rispetterò ogni legge, o accetterò la punizione”.

(discorso di Capo Giuseppe al governo di Washington)

Capo Giuseppe rimase rinchiuso in una riserva per 27 anni, non fu
mai rimandato nella sua terra natia perché considerato troppo
pericoloso, morì, secondo il medico della riserva, di “crepacuore”

:flower:Fonte: www.nativiamericani.it,

PAPILLON – 

Davide Barbanera 20 settembre 2013

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4 risposte a PAPILLON

  1. Nicola Losito ha detto:

    Kafka sulla spiaggia, un capolavoro.
    Il discorso di Capo Giuseppe, parole grandi e assennate buttate al vento…
    Nicola

  2. Julie ha detto:

    We are trying to locate the photographer of the girl on the railroad tracks. Do you know who the photographer is?

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